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Recensione live: Gripweed - UNPOP club - 19/02/2011

Gripweed, elettro-noir in scena all’Unpop

gripweed

Cosenza è, negli ultimi tempi, uno dei centri calabresi di maggior fermento musicale underground. 
Così, se l’anno passato, avevamo potuto fare la conoscenza con i Monotype, band elettronica cosentina arrivata a Reggio all’Enoclub di Via Giulia, la notte di ieri ha visto esibirsi un’altra band silana, i GripWeed, sugli spalti dell’Unpop a Catona, sotto la coordinazione al mixer, proprio del fonico dei Monotype, Francesco Palermo.
Il sound è sempre sulla stessa corrente, tanti sinth e computer danno man forte al gruppo che esprime un buon elettro-pop artigianale.
Sulla scia delle gesta dei primi Depeche Mode, si muovono i nostri musicisti, Alberto La Riccia alla chitarra, Luca Pomì al basso e Cristian Rosa come vocalist, che approfittano e abusano di basi e programmazioni per spingere il loro sound, che parte dagli strumenti più classici del rock, verso orizzonti elettronici e oscuri suoni spaziali.
GripWeed è un omaggio all’omonimo personaggio di un film interpretato da John Lennon, questo è il tributo simbolico che Cristian Rosa ha voluto imprimere a questo suo progetto, iniziato nella città silana già dal 2002, con i suoi storici vicini di casa.
Suoi anche tutti i testi dei brani, in inglese, e suoi anche parte degli arrangiamenti alle programmazioni. Pur avendo iniziato a suonare quasi una decina d’anni fa, è solo nel 2010 che la band esce allo scoperto con un album, “K” come key, chiave, distribuito on line su diversi canali musicali come Amazon e I-Tunes, dall’etichetta indie Altipiani di Roma, e che la band spera nel corso dell’anno di far uscire materialmente con un cd autoprodotto.
“K” è dunque la chiave che apre le porte del mondo emotivo interiore del vocalist, come lui stesso ci racconta, svelandoci tutto il suo lato oscuro, come nella claustrofobia di una gabbia, dove il Rosa esorcizza tutte le sue paure più ataviche, ed i malesseri dei cattivi pensieri.
Il risultato è una musica noir, con toni e reef delicati, spinti all’onirico dall’uso rinforzato delle basi elettroniche, che tanto ci ricorda gli esordi del synth-pop dei primi anni ‘80.
Niente di nuovo ma ciò che si è sentito ieri sugli spalti di Catona è comunque buona musica d’artigianato elettronico, semplice, schematica, sempre efficace e piacevolmente orecchiabile.
Performance da ricordare è stata la doppia esibizione della band, in live all’una di notte e di seguito alle tre e mezzo di mattina, per gli ospiti più ritardatari. Dieci o poco più i pezzi del nuovo disco, accompagnati da brani tratti da passati lavori, un sound tutto adatto al sabato sera, molto ballabile ed incline anche ad una dance hall, nata improvvisamente nella notte.
La band ci lascia per proseguire la sua tourneè, prevedendo un imminente ritorno a Reggio con la buona stagione.
Chi volesse saperne di più, o ascoltare qualche brano del nuovo disco, li potrà trovare sul web all’indirizzo www.myspace.com/gripweed.

Vittorio Renzelli.

Recensione live: Camera237 - UNPOP club - 11/03/2011

Camera237: l’indie rock si scatena all’Unpop

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Arriva ancora vento di musica da Cosenza e soffia in direzione Catona all’Unpop club che, nella serata di ieri ha presentato una delle band indie rock più gettonate del momento: Camera237.

Impegnata in un tour siciliano, la band ha trovato lo spazio per una serata reggina, regalando al pubblico nostrano le emozioni di un rock psichedelico e progressivo contrassegnato da uno stile del tutto particolare. L’imponente uso dei synth, abitudine ormai consolidata in terra silana, rende i suoni ancora più carichi di energia e volume.

Camera 237 è l’omaggio che la band rende all’inquietante stanza d’albergo di Shining, famosa pellicola di Stanley Kubrick, dove un Jack Nicolson indemoniato inquieta gli spettatori, così la band si pone dal lontano 2003, l’obiettivo di scuotere gli animi, tirando fuori dai riff e dagli accordi sparati ad alto volume, tutte le inquietitudini nascoste nel profondo dell’essere.

Con già due dischi all’attivo, “Vectorial Maze” 2005, “Inspiration is not here” 2009, ed un terzo “Alone in empty bed” in uscita per l’etichetta Foolica Records di Mantova, questi Camera237 si segnalano in Italia in numerose competizioni indie rock come una delle band più originali del momento e si presentano indiavolati al popolo della notte di Reggio, trasportandolo in un viaggio surreale in musica, prevalentemente strumentale che ricorda il buon rock degli anni 90’ spingendosi oltre nella sperimentazione di nuovi suoni creati ad hoc dai sintetizzatori.

Quattro elementi , Ignazio, Rafael, Marco e Jandro, chitarra, basso, tastiere e batteria, niente di più essenziale ed efficace, tengono su il pubblico in una performance di due intense ore che i Camera237 riempiono di suoni e magie strumentali, pescando in tutto il loro repertorio.

Un rock scuro, scarno ed essenziale si propone di sfidare il mondo dell’inconscio, scavandoci dentro per tirare fuori tutte le stranezze e le fobie dell’essere, questo ci raccontano al mic, nei momenti che a turno le voci alternano al fluire degli strumenti.

Chi volesse saperne di più li troverà sul web all’indirizzo www.myspace.com/camera237.

Vittorio Renzelli